martedì 18 giugno 2013

Racconto Online. La strage dei Porci. Parte I


Racconto Online parte I, El Puerco., ispirato nei ricordi delle esperienze da me vissute a Cuba. Penso entro la fine del anno saranno tutte tradotte e pronte per la pubblicazione...

Racconto Online: Il Porco
La Palma Real,
è il nostro albero simbolo nazionale perché con esso si costruiscono le case dei Guajiros,
duri uomini della campagna.
La Mariposa,
è il fiore simbolo nazionale perché nei suoi petali portavano i messaggi segreti i Mambises,
i veri rivoluzionari d’ una volta.
El Tocororo,
è l' uccello simbolo nazionale perché ha i colori della bandiera,
anche se io, non ne li ho mai visto neanche una piuma.
Oggi questa Tribuna perciò proclamo!!!
Il porco, più conosciuto per Puerco,
animale simbolo nazionale, eroe della Repubblica di Cuba.
Un amico si offende quando la sua ragazza cubana dice:
- Corazón, Sei il mio Puerco!!!
Un risguardo imbestialito, e quasi soffocante avanza sulla romantica donna.
Occorre un intervento.
- Mira, no te pongas asi...el Puerco è l Unico che per noi lascia davvero la pelle!!! tu non hai mai mangiato un cicciaron?
Cicciaron, quel gustato e degustato prodotto nazionale, nasce della grossa grassa pelle della bestia, che viene fatta friggere per ore e ore nelle musicale giornate di conviti in famiglia e amicizia. Quando un cubano ha un cicciarron in vista non pensa hai chili di grasso che arriveranno al tuo sangue, ma hai litri di Rum, al ballo e alle partite di domino che organizzerà sotto il suo scricchiolio. Lo vogliamo cosi bene al animal che quando arriva in famiglia noi le diamo subito un nome, perché chiamarlo cosi Porco, non é proprio bello. I nomi si ispirano tante volte nei personaggi della telenovela di Moda, preciso che da noi ce solo una Unica Telenovela -con più di 50 anni di puntate- quindi tutta la nazione é nella stessa sintonia. Una volta deciso Il nome, tutti i vicini e parente chiederanno dal tuo porco con un meticoloso riferimento al Nome scelto. Chiederanno della su salute, se gli hai fatto i vaccini, se “no es mono para comer” (non fa il pagliaccio per mangiare), e se ingrassa bene. Infine diventa il porco un tema di socializzazione e intercambio d'opinione collettive.
Vietato il Puerco in famiglia.
Nostante a tutto questo, alcuni anni fa nel mio paese arrivarono a vietare l’ invietabile, cioè, avere un porco vicino di casa.
Le ragioni sanitarie potevano essere valide, ma fu peggio il rimedio che la malattia.
In quelli duri tempi esisteva ancora la “tarjeta” o tessera di razionamento con la quale il “gobierno revolucionario” doveva garantire, a tutti per uguale, il minimo necessario per vivere. Quel minimo necessario copriva - per i più fortunati- i primi quindici giorni del mese, questo obbligava al popolo sovrano ad Inventar, cioé tirare fuori la sua creatività per sopravvivere.
In queste condizione chi poteva allevava i maiale per coprire gli ulteriori quindi giorni del Almanaco.
Al arrivo del divieto le voci cominciarono a correre in strada:
-Està loco Barbapapa ( Fidel è diventato pazzo)
-....non é possibile!!!
-....cogno El Caballo aprieta, (cazzo Fidel, ci sta stringendo)
Il piú “fidelissimi” dicevano:
-.....es un invento , bugia degli americani per fare cadere la revolución!!!
Cosi ci hanno abituati, quando non vogliamo dare credito alla realtà ci arrampichiamo sulle nemici storici.
Lo certo era che nessuno voleva o poteva credere lo evidente, fino al fatidico giorno che cominciarono ad arrivare Loro, gli ispettori sanitari.
Il loro tocco di porte era come il annuncio di una sentenza di morte, anticipata.
Allora sì, che la gente cominciò a credere, a giustificare e ad agire per sopravvivere.
Cominciarono gli spostamenti notturni dei porci nella stessa proporzione e velocità all'avvicinamento del annunziato pericolo. L'aria diviene pesante e il silenzio abissale. Si evita d' incrociare gli sguardi, nessuno vuole domande scomode ne visite ad' ore inopportune. Nessuno vuole sapere cosa l'altro ha deciso di fare con il suo Puerco.
Al mattino chi ha deciso, ha deciso, e le sveglie si sostituiscono per un infernale e conosciuto grido soffocato per la morte, nel sottofondo lame di coltelli e i rumori delle pentole, preannunciano alla vittima quello che accadrà. La Mattanza.
Invece Carmita deve ancora aspettare, mancano alcune settimane per festeggiare i Quindici anni della sua figlia, per questo dovrà decidere rapidamente dove é come camuffare il suo Puerco.
Al primo passaparola di avvicinamento del pericolo, lo sposta a occhio sotto il suo condominio. Non si sa mai, potrebbe qualcuno anticiparli la coltellata.
Al secondo passaparola di avvicinamento del pericolo, fa salire per le scale i suoi 100 libre di festa e lo messi nel piccolo balcone dell’appartamento.
Ma ancora cosi, non riusciva a dormire tranquilla.
Al dire il vero, neanche il Puerco dormiva tranquillo.
Al terzo passaparola, quando si sentiva quasi l' avvicinamento del male alla sua porta. Capi che non poteva correre ulteriori rischi. Non ebbi dubbio, messi la sua bestia dritto in doccia.
Gli violenti urli dell'animale facevano irruzione di porta in porta, di letto in letto nelle soffocanti notte caraibiche. Erano cominciato a girare le voce sulla presenza del nuovo e scomodo inquilino perciò bisognava far tacere tutto un condominio. Carmita fu porta per porta , letto per letto e feci proposte varie Lei stessa confesa d' avere sceso in sporchi compromisi, trenta chili dei suoi festeggiamento erano rimasti nelle scale. Al giorno dopo, con lo unisono delle radio l'edificio si trasforma in una orchestra gigante, e gli urli a squarciagola dell’ animale scompaiono nella caotica sinfonia.

Tutti , incluso gli ispettori, furono felice e mangiarono Cicciarrones.
continuerà....