venerdì 24 febbraio 2012

CUBA: Guillermo Cabrera Infante, come morire da esule.

frammenti, articolo originale di Gordiano Lupi in questo link pagina 64 http://vocescuba.files.wordpress.com/2012/02/voces13.pdf
 
"Guillermo Cabrera Infante nasce a Gibara il 22 aprile del 1929, povera cittadina della provincia di Oriente che ancora non ha scoperto il fascino del cinema povero di Humberto Solás. Negli anni Trenta a Gibara tutto è povero, non serve un festival cinematografico, si respira miseria frammista al profumo di salmastro che proviene dal lungomare. Oceano Atlantico, testa del Caimano che spinge le fauci in un caldo mare tropicale, diventerà  provincia di Holguín, ma adesso territorio di confine, sperduto paese lambito da venti orientali e da inclementi tempeste di pioggia. Guillermo Cabrera fa il giornalista e trasmette al figlio insieme al nome di battesimo anche la passione per la scrittura. Zoila Infante è la sua compagna di vita e di lotta politica, ché nella piccola cittadina di Gibara sono proprio loro i coraggiosi ad aprire una sezione del Partito Comunista, fondato all’Avana nel 1925 da un romantico personaggio come Julio Antonio Mella.
(....)
 Nel 1947 Guillermo ha soltanto diciotto anni, vive le strade d’una capitale sconosciuta e famelica che così bene descriverà nelle pagine de L’Avana per un infante defunto, ama scrivere racconti e come tutti i ragazzi non sa cosa farà della sua vita. La sua prima scelta universitaria si dirige verso la facoltà di medicina, ma la corregge presto perché la materia non fa per lui, così portato al ragionamento letterario, alla giocosa intuizione della parola. Nel 1950 si iscrive alla facoltà di giornalismo - a Cuba esisteva ed esiste ancora oggi pure se a un italiano può sembrare impossibile - seguendo le orme del padre. Comprende che il suo mondo sono il cinema e la letteratura, due amori che lo accompagneranno per tutta la vita, forse i soli amori.
(...)
 Guillermo Cabrera Infante e il regime instaurato da Fidel Castro non può che esserci una breve luna di miele, al termine della quale i sogni si trasformeranno in realtà e ognuno prenderà la sua strada. Un cortometraggio del 1960 che descrive il modo di divertirsi di un gruppo di avaneri è la pietra dello scandalo, perché è girato da Orlando Jiménez Leal e da Sabá Cabrera, fratello dello scrittore. Fidel Castro non lo apprezza, ..... "
 
Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

giovedì 16 febbraio 2012

Cuba: poveri con tradizioni di Ricchi, Festa dei 15 anni

Il post di sotto in spagnolo racconta la Spesa fatta di una famiglia cubana per accontentare una vecchia ,e per me  inesplicabile tradizione cubana:   festeggiare i quindici anni alle figlie. e cosi in meno di 24 ore El matrimonio de Rogelio Sarduy y Maritza López, fa fumo i risparmi di 14 anni di lavoro. Come diciamo a Cuba "se lanza  la casa por la ventana"


Frammenti del post che trovate a questo blog di Ivan Garcia

Y llegó el día. El matrimonio de Rogelio Sarduy y Maritza López, en la mañana del 30 de enero se despertaron bien temprano para asegurar todos los detalles de la fiesta de 15 años de Yailén, su única hija.


Nerviosos y satisfechos dan carrera por toda La Habana. En una libretica tienen anotados los asuntos pendientes. Ver si el hombre encargado de elaborar los cakes (tartas) ya los tiene listos. E insistentemente llamar, para confirmar la participación, de un locutor de la televisión, contratado para ejercer como maestro de ceremonia.


Todo empezó doce años atrás, cuando con paciencia asiática, los padres comenzaron a guardar en el bolsillo de un viejo gabán, parte del dinero que le enviaban sus parientes al otro lado del estrecho de la Florida.
continua nel link sopra...
.
"Para que se tenga una idea: 4 mil cuc equivalen a 100 mil pesos cubanos. Esa cantidad sería lo que ganaría en 14 años, un profesional que por su trabajo mensualmente recibiera 600 pesos (unos 24 dólares) y que al año sumarían 7.200 pesos."

mercoledì 15 febbraio 2012

Alejandro, Fidel Castro e l’asciugacapelli./C. Comparetti

  Racommando questo articolo su Cuba:
 http://www.eilmensile.it/2012/02/14/il-falso-mediatico-e-lasciugacapelli/#comment-1282

frammento:
"«Per lasciare Cuba devi pagare il governo». Una quota fissa da versare ogni mese all’ambasciata cubana del paese che ti ospita più centocinquanta dollari per ogni ritorno. Questo il prezzo da pagare per l’affitto dei diritti civili nella propria terra madre. «Se vieni meno all’impegno, per Cuba diventi uno straniero».
Se gli chiedi com’è cambiata, tra la gente, l’immagine di Fidel Castro in cinquant’anni di potere incontrastato, Alejandro ti sorride. Sposta brevemente lo sguardo ma senza cambiare espressione. Le sue mani si aprono a ventaglio, i palmi rivolti all’insù, in un gesto che indica ovvietà. «In nessun modo è cambiata».
«Non può cambiare, se guardi la televisione o ascolti la radio e sembra che vada tutto bene». A Cuba, tenuta al sicuro da Internet e da qualunque voce alternativa a quella ufficiale, la gente sopravvive col sorriso. Nella memoria storica della generazione del 1959, Castro resta l’eroe che ha liberato il paese dal giogo americano. «Non conta se i cubani sono poveri poco meno di allora»."


martedì 14 febbraio 2012

Davvero Castro si converte in punto di morte?

Ho trovato questo dibattito Online 
fonte: link  http://www.oggi.it/consiglio/religione/2012/02/13/davvero-castro-si-converte-in-punto-di-morte/  
Io mi sono permessa di partecipare con questo commento:
cubadice blog: Sono una cubana appartenente alla generazione che a Cuba -per culpa dei Castro e il comunismo- é cresciuta nella negazione Assoluta di Dio.
Non penso che chi ha seminato -e semina ancora Oggi- Il ODIO e la Morte tra il suo popolo abbia in questo momento un sincero desiderio d’ avvicinarci a Dio, simbolo di Amore.
A Cuba la conversione é più una Moda che un desiderio Sincero di trovare la Pace e il amore di Dio.
Castro vuole solo assicurare la sua gerarchia e potere politico dei SUOI e per questo continuerà a fare il SUO Meglio. Per favore Non badare un assassino.
Il B. Papa Giovani Paolo II aveva lasciato tanti compiti da fare . Penso che un Maestro non inizia la prossima lezione se la classe non é pronta.
Tutto é parte della stessa Machiavellica Opera con un attore che non vuole uscire di scena.
SALUTI
 
De verdad Castro se convierte antes de morir? 

Respuestas:
Mons. Rino Fisichella
Il Signore mi ha concesso la grazia di avvicinare diverse persone che in momenti di profonda debolezza della loro vita hanno cercato l’aiuto della fede. Perché meravigliarsi o pensare che sia solo una forma di comodità? Dio incontra gli uomini come e quando vuole, secondo un suo piano misterioso che a noi sfugge. Per questo non ci è permesso ergerci a giudici della coscienza di nessuno. Purtroppo,
la ricerca non sempre sfocia nella professione di fede; eppure, il desiderio di Dio è un momento bellissimo e di per sé quasi un’adesione a Lui. Non conosco direttamente la vicenda della possibile conversione di Castro. So che la visita del beato Giovanni Paolo II fu per lui un momento importante; ascoltò con grande interesse i suoi discorsi e rimase colpito dal suo carisma. Certo la sua visione politica ha creato gravi danni a Cuba per decenni. Molti hanno creduto in lui e hanno combattuto nel mondo per imporre una società atea e materialista. Migliaia e migliaia di persone, invece, hanno sofferto ingiustamente la morte, l’esilio, la prigione, la povertà. Penso che tutto ciò dovrà essere per Fidel un grave peso che non si risolve con la conversione. Che non cancella il passato, ma aiuta a vivere in modo diverso il futuro. Il discorso, comunque, è un altro. Se in questo periodo di malattia, di sofferenza e solitudine Castro sta cercando la fede, non mi meraviglia ma mi consola. Cuba è da sempre un Paese profondamente cattolico e il senso religioso è radicato nel cuore di ogni cubano. Lasciamo alla misericordia di Dio di andare incontro a Castro e speriamo dia frutti. Ognuno rimane con la responsabilità delle proprie
colpe, ma Gesù è morto per tutti, anche per il più incallito dei peccatori. Lasciamo a Dio il giudizio sull’anima del líder maximo, alla storia quello sul suo operato.