giovedì 29 marzo 2012

Il Papa a Cuba porta più disillusione che speranza/ autore Stefano Magni

fonte: http://www.libertiamo.it/2012/03/28/il-papa-a-cuba-porta-piu-disillusione-che-speranza/

E’ per questo che il gesto coraggioso, praticamente folle, di un singolo manifestante cubano, non deve essere sottovalutato. E’ solo la punta di un iceberg. Il regime ce l’ha messa tutta per accogliere il Papa a modo suo. “Il Papa troverà un popolo nobile, istruito, equo e organizzato”, scrive il Granma. I non “nobili, istruiti, equi e organizzati” sono già finiti tutti in galera: 150 arresti “preventivi” nei giorni che hanno preceduto la visita pontificia. E’ stata una “pulizia ideologica”, come l’ha battezzata la dissidente Yoani Sanchez nel suo blog.
Il dissidente Guillermo Farinas è tra gli ottanta oppositori che firmano un documento online in cui si denuncia un “coprifuoco” da parte delle autorità contro gli attivisti dei diritti umani. “Sua Santità arriva in un Paese dove coloro che esercitano i diritti umani fondamentali sono stati sottoposti ad un coprifuoco”, dichiarano i dissidenti. Nel loro testo si parla di arresti e minacce a numerosi oppositori nelle ultime ore che hanno preceduto l’arrivo del Papa. Si afferma che il governo cubano “esige” che i “suoi militanti comunisti” partecipino alle messe del Papa, e al tempo stesso “ferma o arresta la grande maggioranza degli attivisti”, che “sono quasi tutti cristiani”.
La dura realtà della repressione fa ancora più male se messa a confronto con le parole retoriche e blande delle autorità cubane. Raul Castro, accogliendo Benedetto XVI, ha solo accennato ad astratte promesse di riforme, in un modo che sembra un vuoto gioco di parole: “cambiare ciò che doveva essere cambiato, sulle basi delle aspirazioni del popolo”. Ci ha pensato il suo vicepresidente, Marino Murillo, a ridimensionare ulteriormente il discorso: “A Cuba non ci saranno cambiamenti politici, ma aggiorneremo quanto necessario il modello economico, per rendere sostenibile il nostro socialismo”.
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