mercoledì 15 febbraio 2012

Alejandro, Fidel Castro e l’asciugacapelli./C. Comparetti

  Racommando questo articolo su Cuba:
 http://www.eilmensile.it/2012/02/14/il-falso-mediatico-e-lasciugacapelli/#comment-1282

frammento:
"«Per lasciare Cuba devi pagare il governo». Una quota fissa da versare ogni mese all’ambasciata cubana del paese che ti ospita più centocinquanta dollari per ogni ritorno. Questo il prezzo da pagare per l’affitto dei diritti civili nella propria terra madre. «Se vieni meno all’impegno, per Cuba diventi uno straniero».
Se gli chiedi com’è cambiata, tra la gente, l’immagine di Fidel Castro in cinquant’anni di potere incontrastato, Alejandro ti sorride. Sposta brevemente lo sguardo ma senza cambiare espressione. Le sue mani si aprono a ventaglio, i palmi rivolti all’insù, in un gesto che indica ovvietà. «In nessun modo è cambiata».
«Non può cambiare, se guardi la televisione o ascolti la radio e sembra che vada tutto bene». A Cuba, tenuta al sicuro da Internet e da qualunque voce alternativa a quella ufficiale, la gente sopravvive col sorriso. Nella memoria storica della generazione del 1959, Castro resta l’eroe che ha liberato il paese dal giogo americano. «Non conta se i cubani sono poveri poco meno di allora»."