domenica 31 maggio 2009

Llamamiento al gobierno cubano y al mundo

Pedimos a todas las personas e instituciones defensoras de los derechos civiles en el mundo que contribuyan, y llamamos al gobierno cubano :

-Liberar a los presos políticos en Cuba

-Levantar las prohibiciones que impiden a los cubanos entrar (a) y salir de su país

-Levantar las prohibiciones de acceso a Internet para los cubanos.

link a la CONVOCATORIA para quienes deseen saber màs o unirse a esta acciòn en la red por la libertad y la democracia en Cuba.

venerdì 22 maggio 2009

BUENA VISTA SOCIAL CLUB A VICENZA FESTIVAL JAZZ

giovedì 21 maggio 2009

PORTO MARGHERA

La iniciativa , "Las Nuevas vías del Puerto Marghera" fueron una serie de encuentros y conferencias organizados entre el Comune de Venecia y el Parco Científico y Tecnológico VEGA .
Asistí a varias de estas conferencias donde se discutía del presente , pasado y futuro de este importante puerto al norte de Italia, considerado entre las áreas industriales más grandes de Europa.
La calidad de los encuentros y las conferencias fue estupendo, y espero que el objetivo de sensibilizar a TODOS con la rehabilitación de esta histórica zona industrial sea alcanzado.

Les presento mi primera experiencia con you tube..

mercoledì 20 maggio 2009

È NECESSARIO / guajiro azul da CUBA

Post originale di: El Guajiro Azul

blog : Retazos (Cuba)

titolo post: Es necesario.

tradotto al italiano: Roberto Ferranti e gaviotazalas


Ci fu un tempo nella mia vita in cui usavo le idee di altri per esprimere le mie. Un tempo nel quale non avevo voce, e parlavo con voce prestata, ripetendo con parole prestate le idee pensate da altri.

Leggevo poemi per innamorare, ripetevo frasi famose dei personaggi di moda, cercavo la spiegazione della vita o dell'istante nei libri e nelle canzoni che stavano casualmente a portata di mano.

E quando si trattava di cose elevate e solenni, c'era sempre a mia disposizione una convinzione, un giuramento, un'ingiuria al Nemico, per gridare con fervore nella piazza sovraffolata di altri come me.

Gli anni mi hanno fatto sospettare di quesro cercare la vita nei libri e nelle canzoni. Questo cercare la spiegazione della vita nei sottoprodotti che continuano a crollare dalla linea di produzione della vita. Questeo cercare sempre la vita da un'altra parte, un'altra parte fuori della vita stessa.

E benché sospetti di essi, a me i libri non hanno più confuso. Mi ha confuso la vita, quando affrontavo l'inaspettato, il non vissuto, il non letto. Mi confuse la vita, per evitarmi la confusione se qualche volta si ripeteva la scena. Per farmi credere nelle mie proprie forze. Per obbligarmi a crescere.

C'era un tempo nella mia vita in cui ridevo di chi affermava molto seriamente che aveva scritto un libro perché non ne trovavan uno che lo soddisfacesse. Oggi so che per crescere è necessario parlare con la nostra propria voce e scrivere il nostro proprio libro. È necessario rischiare. E creare.

martedì 19 maggio 2009

Campaña "Con todas las Banderas"


CUB@DICE, bandera diseño gaviotaZalas

"La campaña “Con Todas las Banderas”, impulsada por
Cuba Española y otros blog cubanos, es una iniciativa de naturaleza cívico-cultural que tiene entre sus principales objetivos proyectar creativamente valores como la tolerancia y el respeto a la diferencia, sin los cuales no es posible construir una sociedad verdaderamente libre y democrática."

Así comienza la campaña "Con todas las banderas" al cual me uno como ejercicio en defensa de la diversidad e la creatividad individual, premisa fundamental para la creación y desarrollo de toda sociedad civil.

S i años atrás -cuando vivía a Cuba- alguien me hubiese pedido de hacer una bandera que identificara mi individualidad o personalidad la respuesta hubiera sido rotunda:

-“No, tengo ya una bandera”, refiriéndome a la bandera nacional.

Seguramente habré mirado con sospechas al promotor de tan “horrible propuesta” desviado de la ideología revolucionaria, que no sabía que yo no era un individuo sino parte del TODO, de la masa de arcilla cuya función era alimentar la personalidad de sólo UNO , el dictador.

Los símbolos patrios de Cuba años atrás eran sagrados, luego apareció el business y se descubrió que vender un pullover con la bandera cubana iba bien al bolsillo del gobierno, será mejor si la imprimen en un par de chancletas.

No tuvo la misma suerte Dr Oscar Elías Biscet, prisionero político cubano, que entre las causas de su larga condena 25 años consta “Ultraje a los símbolos patrios” porque en varias de sus protestas pacíficas, contra el aborto y la pena de muerte en Cuba, para llamar la atención osó colocar la bandera cubana en posición vertical inversa, como símbolo de la violación de los derechos humanos en Cuba.

Crecer en una dictadura no da espacio a los matices, a la diversidad y a los ojos de la mayoría los símbolos patrios, mezclados macabramente con la imágenes de los lideres gobernantes, deben permanecer intocables y legibles para TODOS, porque al final todos ellos, deben hacer reverencia a un único poder, el poder del gobierno dictador.




Motivaciones del diseño:

-Los colores de la bandera cubana, puestos casi todos en la misma posición dentro de la bandera cubana.
-@ símbolo de la red e todo lo que se desarrolla en ésta dimensión. He dado enfásis a este símbolo por muchisimas razones explicaré sólo algunas.
-Esta formada por una línea continua donde se reconoce la fusión de dos letras la A y la "C" de Cubadice. la A es además inicial de la única palabra que podrá salvar el mundo el AMOR.
-Al centro de la @ la protegida la estrella solitaria símbolo de luz , pureza y esperanza.
-El fondo de la bandera está pensado en blanco pero fin que la Censura reine sobre la libertad de expresión en Cuba, asumirá el mismo color de fondo de este blog .
-Existe en el diseño una prevalencia de líneas morvidas, sinuosas y curvas , símbolo de la flexibilidad e la tolerancia que se necesitan no sólo para gobernar una nación sino además para afrontar las pequeñas cosas de cada día.




lunedì 18 maggio 2009

Il fantasma di Yoani Sánchez alla fiera di Torino/ Gordiano Lupi

Yoani Sánchez è stata una protagonista fantasma della fiera di Torino, perché ha potuto partecipare soltanto telefonicamente alla presentazione di Cuba libre - Vivere e scrivere all’Avana (Rizzoli), causa il noto diniego a viaggiare ricevuto dalle autorità cubane. La casa editrice ha predisposto un libro di firme da inviare a Raúl Castro, contenente un appello teso a modificare l’atteggiamento di chiusura nei confronti della blogger. Non sappiamo quanto servirà…

Yoani ha scritto un brano molto amaro a proposito di questo tema: Mi sono persa Madrid in pieno maggio, New York con il suo settore universitario e adesso Torino durante la fiera del libro. Se le cose continuano così, dovrò cominciare a raccontare la mia vita con il tempo verbale che indica le cose improbabili “io avrei potuto essere lì, però…”, “avrei presentato il libro, se non fosse stato per…” o “riuscirei a viaggiare se me ne stessi zitta”. Oggi ho partecipato al lancio di Cuba Libre, in maniera virtuale, come soltanto un blogger può farlo. Ho parlato per telefono con i presenti, ho risposto ad alcune domande e la linea è caduta prima di poter dire “addio”. Sono tornata a vivere una situazione conosciuta: c’erano tutti tranne me.

A Torino - in diretta telefonica da Cuba - ha risposto ad alcune domande poste da Omero Ciai (giornalista di Repubblica), da Erick De Armas (autore di Elena è rimasta e… papà tambien - Epoché) e dal sottoscritto. Un folto pubblico ha assistito alla presentazione e ha sottolineato con calorosi applausi ogni intervento della blogger.

Il tuo blog è molto seguito all’estero, ma a Cuba non è consultabile. Tu non puoi vederlo quando lo scrivi. Come aggiorni il sito e come vivi questa condizione?

Per pubblicare il blog preparo il lavoro sul computer casalingo, salvo in dischetti e chiavette di memoria, mi reco in un internet point di un albergo con una carta prepagata, mi collego e spedisco il materiale ad amici che vivono all’estero e che si occupano di pubblicare i testi. Quando mi collego a Internet non scrivo niente, ma cerco e scarico informazioni su Cuba. Adesso è tutto più difficile perché in alcuni alberghi è scattato il divieto di vendere ai cubani carte prepagate per accedere a Internet. Non sappiamo se si tratta di una disposizione governativa o se è una misura presa dalle catene alberghiere.

A Cuba esiste un movimento per facilitare un cambiamento politico?

A Cuba esistono molte voci indipendenti che invocano il cambiamento, si chiede da più parti maggior libertà, in tutte le sue forme, dalla libertà di espressione a quella associativa, per finire con la libertà economica e di movimento. Ci sono molti giovani non politicizzati che vorrebbero vivere in un paese più libero e più moderno. Purtroppo non esistono veri e propri movimenti politici organizzati perché manca la libertà di associazione.

Perché non ti hanno permesso di venire a Torino?

Nessuno ha messo per scritto il motivo. Non lo fanno mai. Si limitano a scrivere sulla richiesta: per il momento non può viaggiare. In un sistema politico privo di libertà e diritti civili, l’autorità è sovrana e non è tenuta a motivare i provvedimenti. Penso che il divieto a viaggiare sia una diretta conseguenza delle cose che scrivo, ma potrebbero sconfessarmi in qualsiasi momento, adducendo motivi burocratici. Noi cubani siamo come i bambini piccoli che per uscire di casa hanno bisogno del permesso dei genitori.

Pensi di scrivere romanzi sulla realtà cubana?

In realtà sto scrivendo un romanzo generazionale e credo di finirlo entro l’anno. Racconto la Cuba quotidiana della mia generazione, quella dei ragazzi poco più che trentenni che hanno vissuto con le bambole russe, le scuole al campo e la tessera del razionamento alimentare. Il romanzo è lontano dalle vecchie ideologie e cerca di comunicare bisogni e incertezze dei giovani cubani che vivono sognando la fuga.

La tua scrittura cita grandi autori del passato come Lezama Lima, Virgilio Piñera, Heberto Padilla e persino Cabrera Infante…

Sì, sono filologa e amo la buona scrittura. Penso che il castigliano sia una lingua che si possa utilizzare bene per creare certe atmosfere letterarie. Molti scrittori cubani che ho letto e studiato fanno parte del mio bagaglio culturale. Non posso dimenticare i miei studi e il fatto di scrivere bene è un vizio professionale. Virgilio Piñera con il suo inconfondibile stile surreale è uno dei miei autori di riferimento.

Ti consideri una dissidente?

Assolutamente no. Questa parola non ha niente a che vedere con quello che sto facendo. Il problema è che a Cuba non ci sono alternative. Se non sei del tutto favorevole alle misure governative ed esprimi critiche al sistema vieni etichettata come controrivoluzionaria. In realtà sono una ragazza come tante che un giorno ha deciso di intraprendere un esorcismo personale. Scrivo in un blog ciò che non posso dire nella vita di tutti i giorni e per questo ho definito il mio lavoro come un esercizio di codardia. Siamo sempre più numerosi a usare la blogosfera per esprimere opinioni. Non ho nessuna intenzione di darmi alla politica e di fondare un partito. Non ne sarei capace. Piuttosto mi piacerebbe aprire un giornale libero.

Fino a quando continuerai a scrivere il blog?

Fino al giorno in cui sentirò di avere qualcosa da dire, raccontando i problemi della vita quotidiana, senza ideologie o retorica, senza menzogne. Per adesso questo modo di raccontare usando brevi flash e metafore mi appaga molto.

Termina qui l’incontro con Yoani, che forse avrebbe avuto molte altre cose da dire al pubblico presente che l’ha ascoltata con attenzione, ma l’interesse dei lettori potrà essere soddisfatto seguendo le future puntate di Generación Y sul sito web de La Stampa (www.lastampa.it).

Gordiano Lupi

www.infol.it/lupi



http://www.wikio.es

Tu firma desde Italia por la libertad en Cuba

Para leer el texto en español ir a este link (Petición a favor de Yoani) donde Verónica Cervera ( blog Evidencias ) ha hecho una excelente traducción de la carta original, en italiano.

Para firma debe rellenar el modulo en el siguiente link (Appello per Yoani Sánchez):

nombre (nome)
apellido (cognome)
ciudad de origen (cittá di provenienza)


OJO : TERMINA HOY EL PLAZO PARA FIRMAR!!!!!

sabato 16 maggio 2009

Firman importantes figuras del gobierno italiano petición a favor de Yoani Sánchez

(último párrafo traducción por Gaviotazalas artículo en Rai news 24.it )


Visitando la jornada de inauguración de la Feria, el presidente de la Camara italiana Gianfranco Fini ha fimado de primero la carta de apelación a Raúl Castro a fin que permita a la blogger cubana disidente Yoani Sánchez de salir del propio país. En el stand de la Rizzoli-Rcs, donde es posible firmar la carta de apelación durante toda la feria, ha firmado también la presidenta de la regione de Piemonte, Mercedes Bresso. Después de la manifestación la carta será enviada al presidente cubano y al embajador cubano en Italia.


In italiano su Rai news 24
Petizione a favore della blogger cubana dissidente

Facendo visita alla giornata inaugurale della Fiera, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha firmato per primo la lettera-appello a Raul Castro affinché consenta alla blogger cubana dissidente Yoani Sanchez di uscire dal proprio paese. Presso lo stand della Rizzoli-Rcs, dove è possibile sottoscrivere la lettera-appello per l’intera durata della fiera, ha firmato anche la presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso. Dopo la manifestazione la lettera sarà spedita al presidente cubano e all'ambasciatore in Italia.


http://www.wikio.es