sabato 28 febbraio 2009

CUBA DE HOY, Radiografía de un país sin libertad.



mercoledì 25 febbraio 2009

Concentración por Cuba democrática, próximo Domingo 1 MARZO 09, NY

"Para los demócratas cubanos, la hora del aislamiento va llegando a su fin. Por una Cuba democrática nos vamos a pronunciar en Nueva York los cubanos y también nuestros amigos de otras nacionalidades, hombres y mujeres libres de las más variadas edades, religiones y razas, de cualquier orientación sexual, ideológica o política, sin necesidad de ocultar ni disimular nuestras diferencias. Con ellas cabemos todos en una Cuba libre, independiente y democrática."


Fragmentos de la invitación en el post Declaración de Nueva York
blog Belascoain y Neptuno

mercoledì 18 febbraio 2009

CUBA denuncia : A letto con il NEMICO, Miriam Celaya blogger cubana

Este no es el film de Julia Roberts, es la denuncia de un hecho real de una cubana que no está dispuesta a continuar a callar su verdad y sufre el acoso del gobierno DICTADOR de Cuba.

BLOG Sin Evasión Link al post Durmiendo con el enemigo.
blogger Miriam Celaya


Martedì, 10 febbraio, mio marito, Oscar González Ulloa, è stato interrogato dalla polizia politica. I testardi del regime chiamano tali interrogatori “interviste”, ma il mio stile è sempre chiamare le cose con il giusto nome, soprattutto se la riunione non ha avuto il consenso del presunto “intervistato” e si è colorata, con le abituali minacce dei amichevole compagni del Servizio di contra-intelligenza della nominata Direzione 21 del Ministero degli Interni.
Il Lunedi 9, dopo 10:30 pm, mio marito, ingegnere elettromeccanici vincolato direttamente alle imprese di navigazione mercante per oltre venti anni, ha ricevuto una telefonata a casa: lo stavano citando da “Selecmar”, la sua agenzia di impiego cubana doveva presentasi alle 9:00 della mattina successiva, presso gli uffici del “vice direttore delle operazioni” per una riunione di lavoro. Anche se la chiamata è stata in tarde serata, - dettaglio che ci fece insospettire- c’era la possibilità reale che si trattasse di una citazione di lavoro, visto lui era in terra da quasi quattro mesi e doveva iniziare i controlli per il nuovo arruolamento( controlli medici, ecc)
Non sapevamo che tutto era preparato per la rappresentazione di questi artificieri della menzogna e inganno. La scena fu l’ufficio del vice direttore del “Selecmar”, gli attori, due funzionari della Sicurezza di Stato (uno ” buono “, conciliatore, colloquiale, quasi amorevole, e altro ” cattivo “, in silenzio,severo), il copione fu quello già conosciuto: “sappiamo in quello che fa la tua moglie, de la gente con la quale si riunisce, che la tua macchina è stata utilizzata per il trasportare controrivoluzionari è documenti, non permetteremo niente che minacci la sicurezza dello Stato…ecc.” . Una “intervista” spruzzata di minacce per niente camuffate, come quelle relative a lasciarlo senza impiego: “Ti piace il tuo lavoro, Oscarito?, tu hai sempre stato un ottimo professionista …”; domande apparentemente rivolte ad aumentare il suo ego maschile: ( “Tu sei il capo della famiglia, questo non è con tua moglie… ma quella Yoani e il gruppo a cui si relaziona”); Dopo altri commenti per creare dubbi su la mia fedeltà ( “Tu pensi di sapere tutto?? “). E come colofone, una stoccata magistrale al dolce finale del incontro, con la più infame domanda: “e tuo figlio ….??” Una minaccia diretta al nostro figlio minore, 20 anni, studente, completamente estraneo a qualsiasi attività politica e dedicato pienamente ai suoi studi e al suo il suo hobby, la musica. Questo è un piccolo campione di lo spregevole e sordido di questo sistema, mostra un totale disprezzo per i valori della famiglia, è questo il vero volto del socialismo cubano.
Ho la grande soddisfazione di affermare che mio marito non ha dato segni di fiacchezza, ha respinto “collaborare”, ha espresso il suo rispetto per me e per quello che faccio, ha difeso punto per punto le sue verità (che sono anche le mie) a rischio di perdere il suo lavoro -che è stato per anni l’unica fonte di relativamente sicura per il sostegno famigliare – e di qualsiasi altra rappresaglia. Fino ad ora ho mantenuto la verità sul regime e dei suoi metodi fascista, non avevano importunato la mia famiglia, il 10 febbraio 2009 ha segnato la fine di ciò che è stato solo una persecuzione indiretta, con domande e richieste a livello di quartiere e al CDR, e ha iniziato la fase dei tormenti da parte di un governo che, di fatto, onora i principi e i metodi che da giudice critica: “chi non è con me è contro di me e qualsiasi metodo è valido per farvi fuori”. Mio marito è stato interrogato per il singolare e terribile crimine di essere: per quasi 27 anni a letto con il suo nemico.
Faccio pubblico il fatto di denunciare la codardia di una dittatura che non dubbita ad esercitare il suo potere assoluto contro i cittadini liberi-pensanti e le loro famiglie, un governo che si nasconde ipocritamente per minacciare, che mentisce per condannare, che applicata rappresaglie e ha dimostrato lungo a mezzo secolo gli eccessi a cui e capace di arrivare. Dichiaro pubblicamente che io non vado a zittire le mie verità e difendere fino alle ultime conseguenze mio diritto a dirle, che non è un atto illegale e attuo in conformità con la Costituzione vigente, e che io sono una persona libera e continueremo a farlo, nonostante tutte le azioni che decidono di applicare in seguito. Da oggi faccio responsabile per la dittatura cubana e a suoi corpi repressivi di qualsiasi danno o detrimento che d’ora in poi possa soffrire io o altro membro della mia famiglia.
traduzione gaviotazalas, posibili errori compresi nel prezzo.

martedì 17 febbraio 2009

Por qué no te callas ? Bachelet contesta a Fidel

È finita male la visita di Stato di Michelle Bachelet a Cuba, che al suo rientro ieri in Cile ha espresso il proprio «disagio» per quanto riferito da Fidel Castro dopo il loro colloquio privato di giovedì all’Avana. Nel mirino dei cileni in particolare una frase di Fidel sul suo sostegno alla richiesta della Bolivia di riavere l’unico sbocco sul Pacifico, perso nel 1879 durante una guerra col Cile, e ancora al centro degli sforzi della diplomazia boliviana.Secondo la presidente cilena, le dichiarazioni del «líder maximo» sono andate «oltre i modi in cui i Paesi hanno rapporti» bilaterali. «Non accettiamo ingerenze di Paesi terzi, né in questioni interne né in affari bilaterali», ha tagliato corto la Bachelet. «Solo Cile e Bolivia parlano» di questo tipo di questioni strettamente bilaterali, ha chiarito la presidente cilena, commentando quanto scritto da Fidel. Appena atterrata a Santiago, Bachelet ha detto alla stampa locale di avere parlato della vicenda con il presidente, Raul Castro, segnalando «le dichiarazioni errate diffuse in un articolo dopo la mia visita di cortesia» a Fidel, riferendosi alle ultime «riflessioni» pubblicate dall’ex presidente. In un nuovo articolo, Fidel qualche ora fa è tornato sulla vicenda, e ha definito «un vociare oligarchico» le reazioni suscitate a Santiago dalle sue dichiarazioni: «È la stessa oligarchia che cent’anni fa ha strappato alla Bolivia la costa marittima che dava al Paese lo sbocco all’Oceano Pacifico». «Sarò sempre fedele allo storico popolo che ha sacrificato tante vite» dopo il golpe del 1973, ha puntualizzato Castro, ricordando «le idee immortali di Salvador Allende».La visita della Bachelet all’Avana è stata la prima di un capo di Stato cileno nell’isola dal 1972, anno in cui proprio Allende si recò in missione nella capitale cubana.

lunedì 16 febbraio 2009

Povera patria/ Pobre patria autor Franco Battiato

No existe una palabra que pueda describir todas las cosas que me trasmite Battiato, en el lenguaje humano puede acercarse al amor, pero sólo él y yo sabemos que algo superior y diverso, lo llamaré ÉXTASIS.


Pobre Patria

Pobre Patria,
Aplastada por los abusos del poder,
de gente infame, que no conoce el pudor,
se creen potentes y les va bien aquello que hacen,
y todo les pertenece.


Entre los gobernantes,
cuántos perfectos e inútiles bufones

en este país devastado del dolor.
¿Pero no les da un poco de tristeza,
aquellos cuerpos a tierra sin más calor?

No cambiará,
no cambiará

no cambiará,
quizás cambiará.


Y cómo excusarles,
las hienas de lo
s estadios y de la prensa,
En el fango se hunden las botas de los cerdos.

Me averguenzo un poco y me hace mal
ver a un hombre tratado como un animal.

No cambiará,
no cambiará
.
Sí cambiará,
verás que cambiará.


Quiero esperar,
que el mundo vuelva a niveles más normales,

que pueda contemplar el cielo y las flores,
que no se hable más de dictaduras
si nos queda un poco de tiempo para vivir.....
La primavera por ahora tarda en llegar.


Povera patria

povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

domenica 1 febbraio 2009

Viva Cuba Libre Puerta del Sol hoy a Madrid.

video cortesia de Libertad Digital

Sin medias tintas hay Esperanza.

Aguirre califica de 'liberticida' al régimen cubano y se enorgullece de ser el blanco de los insultos castristas

Para Aguirre era muy importante estar hoy apoyando a los cubanos disidentes porque "ya es hora de protestar por 50 años de opresión de los derechos humanos, de ausencia de libertad y de democracia en una isla que podría ser un paraíso maravilloso". "Primero tuvieron a Batista y ahora a Fidel Castro, no tienen libertad y democracia y quienes nos sentimos sus hermanos tenemos que protestar por ello", concluyó.

Cuba: 50 años de dictadura castrista


Puerta del Sol Repleta a pesar de la Nieve Libertad Digital informa.