domenica 18 ottobre 2009

Libro d'Esiliato cubano, SATURNO E IL GIOCO DEI TEMPI / Carlos Carralero

 
Frammenti d'intervista allo scrittore dissidente cubano Carlos Carralero, dal 95 in esilio a Italia, su il suo libro “Saturno e il gioco dei tempi” (ed. Spirali) dove ci racconta la sua vita sotto la dittatura castrista.
Perché Saturno?
-Saturno, la divinitá pagana che divorava i figli. Proprio come la dittadura di Castro.
Lei è un orfano della rivoluzione?
-Mio nonno fin dai primi giorni della rivoluzione diceva: “Fidelista si, comunista no”. Mio padre Rafael faceva parte con i fratelli, il cognato e un cugino di mia madre , del “Movimineto 26 Luglio” che prese il nome dal famoso assalto alla caserma Moncada che il 26 Luglio 53’ innescò la rivolta contro la dittatura di Fulgencio Batista. Fu ucciso a 39 anni. Mia madre, vedova a 34, mori di dolore proprio un 26 luglio 1964 a 40 anni. Mi ritrovai orfano affidato a parenti.
Una storia triste . Però il suo libro è pieno di ironia.
-L’ironia è un anticorpo, per non piangere quando scrivo.
Cosa fece, in seguito?
-Cercai di sopravivere. Andai in un collegio all’Avana dove vigeva una rigida disciplina militare. Ho  lavorato fino al 1990 come ingegnere alimentare nell’esercito: facevo tabelle su proteine ,calorie.
Come divenne dissidente?
-All’inizio eravamo tutti vittime della manipolazione castrista. Vedevo cose senza senso ma parenti e amici mi dicevano: “Non puoi tradire la rivoluzione. Pensa alla memoria di tuo padre”. Una volta visitando el museo della caserma Moncada di Santiago di Cuba, notai una foto dei giovani rivoluzionari protagonisti dell’assalto. Uno aveva la testa cerchiata. La guida spiegò che era “la testa di un traditore” Scoprii poi che era Mario Chanes De Armas che prima dell’esilio fece 30 anni di prigione (batté persino Nelson Mandela) perché nel 1961 aveva criticato Castro.

Saturno appunto…
Una rivoluzione non può durare mezzo secolo. Quella di Castro fini nel 1959 quando, dopo i criminali di guerra , furono gli oppositori.

Lei come venne scoperto?
Nel ’90, lasciato l’esercito, entrai nel turismo perché sapevo l’italiano. Già facevo attività clandestine. Nel ’94, poi fondai un gruppo per amnistia ai detenuti politici. Castro non concesse mai amnistie, preferi sempre “regalare” qualche liberazione a statisti straniere per ingraziarseli. Una volta a un gruppo di italiani in visita, dissi quello che pensavo. Una donna della comitiva mi denunciò.  Persi il lavoro in base alla legge 14: “Idonietà politica”

E allora? 

continua.... 


autore intervista Maurizio Cerruti su Il GAZZETTINO. 
Titulo: Castro-Saturno ha divorato i figli della rivoluzione.