martedì 29 settembre 2009

VIVIR LA REALIDAD DE "CUBANA" Y NO DE "YUMA" / Francesca Alegi

Racconto trovato sulla pagina 100 Viaggi .it scritto por Francesca Alegi, autora del blog MUZUNGUMALAIKA





Eccomi di nuovo qua dopo una lunga assenza: ritorno da Cuba, l'isola caraibica dalle meravigliose spiagge dorate e dalle città colorate: è' l'isola di Fidel, del mito del Che e di un progetto politico che in concreto non ha funzionato.

I suoi aromatici sigari, la sua ottima cerveza (birra) Bucanero ed i suoi forti rum si uniscono al son cubano e alla mezcla perfecta di ritmi "sabrosi". L'esasperata allegria nasconde desolazione e sfiducia per il futuro: si attende un cambio radicale che tarda a fare capolino!

Cuba non è solo l'Habana con il suo malecòn, o Varadero con i suoi villaggi turistici: l'isola merita di essere visitata in tutte le sue parti, da occidente ad oriente fino ad arrivare a Guantanamo ...



Per capire la realtà cubana è necessario carpire le parole chiavi che si utilizzano in questo paese: una di queste è yuma, parola usata quotidianamente nella vita del cubano. Chi è lo yuma? Qualsiasi straniero/a che spende nell'isola e porta "dinero": triste e squallido è vedere e respirare l'aria del turismo sessuale. Il cubano tratta lo yuma esattamente come quest'ultimo tratta il cubano. Ma se al cubano fai capire che la sua cultura la conosci bene, allora ti sarai conquistato la sua amicizia!


Vorrei descrivere le emozioni vissute nella vita di ogni giorno in compagnia di questo popolo: io, un marito cubano, i nostri 2 figli ed il diritto più che lecito di passare del tempo con quella parte di famiglia che vive così lontana da noi e dall'Italia!

E' la storia dei miei suoceri, Edy e Miriam, una vita comune a tanta altra gente a Cuba. Si vive per sopravvivere, con l'unica differenza che loro, almeno, possono contare su quei 50/100euro che il figlio Hernàn invia loro con tanto amore, quando è possibile... Sul loro volto la gioia di riabbracciarci dopo 4 anni di lontananza e di coccolare, per la prima volta, quei nipotini mai conosciuti ...

Edy e Miriam, nonni di Diego ed Edoardo ...


Edy ed il nipotino Edoardo (il più piccolo dei nostri figli)
Si tratta di una vita povera, ma dignitosa! Edy fa il falegname da quando aveva 12 anni; è stato in missione in Vietnam, Libia e Russia per pochi dollari al mese. Ora, oltre alla "misera" pensione, continua a svolgere il suo lavoro giornalmente, arrotonda fino ad arrivare a 10/15 dollari al mese. Questo è, infatti, lo stipendio medio di un cubano, mentre il guadagno di un medico si aggira attorno ai 40/50 dollari e allora mi chiedo: perchè faticare tanto? Dopo anni di studio e sacrifici è ridicolo... quando suonando o cantando in un gruppo il guadagno è maggiore!

E così i giovani non si ammazzano di lavoro, inventano la sopravvivenza con il minimo sforzo. Sfido chiunque a non fare altrettanto nelle condizioni di vita presenti sull'isola! Una cugina di mio marito evita di comprarsi i bigodini per i capelli ed utilizza il cartoncino della carta igienica!

Miriam ed il nipotino Diego (il più grande dei nostri figli)
A Cuba o si mangia o si compra un paio di scarpe! A che serve la libertà concessa da Raul di utilizzare i cellulari, se poi i contratti costano un occhio della testa? La gente vive nel malcontento senza parlare, per paura! Solo qualche giovane osa criticare qua e là mentre le voci, nella blogosfera, si fanno sentire, eccome! Date un'occhiata al blog La Isla Grande di Rob Ferranti, se volete sapere cosa succede a Cuba e nello spazio cibernetico o al blog della cubana Yoani Sanchez (scritto in spagnolo), che vive all'Habana e racconta della sua vita quotidiana, battendosi per la libertà di espressione: a lei è negato il diritto di uscire dal proprio paese perchè "parla troppo"!

Diego con i suoi unici cuginetti cubani
Le persone di una certa età, come mio suocero, sono fedeli sostenitori del governo: molti sono iscritti al partito e guai a parlare male del sistema in cui vivono! Sostengono di avere "qualche" problema ma almeno la sanità è gratis, l'istruzione idem!

Si dimenticano, però, di accennare al fatto che gli ospedali hanno scarse condizioni igieniche ed un numero eccessivo di alunni nella scuola primaria: 40 bambini seguiti da una o due maestre ... ed i libri a fine anno devono essere restituiti.

Ai cubani vengono "garantiti" i generi alimentari di prima necessità, (quando si trovano) come il riso (arroz), i fagioli, alcuni tipi di carne e pagando in moneta nazionale! Ogni famiglia ha un libretto dove vengono registrati i consumi di ciascun membro.



E' la 4° volta che torno a Cuba: in questo viaggio durato un mese la nostra decisione è stata quella di stare in compagnia dei nostri cari nella città di Holguìn (ad oriente dell'isola). Piuttosto che visitare nuove destinazioni abbiamo preferito, nel nostro piccolo, dare una mano. Finalmente ora i miei suoceri hanno un pozzo nel patio di casa ed Edy non dovrà più caricare l'acqua e trasportarla in casa con i secchi alle 6 del mattino, sì perchè l'acqua corrente è disponibile solo 2 volte a settimana! Mentre la biancheria ed i panni Miriam li lava da sempre con acqua fredda ed a mano!




In questo mese di meritato riposo ho avuto modo di osservare ed ho cercato di capire, aggiungendo un'altra parte al mio mosaico fatto di punti interrogativi. A volte mi chiedo se devo ancora considerarmi una yuma o posso sentirmi una cubana ... Lì a Cuba la vita sembra peggiorare di giorno in giorno! In più ci si mette la parte emotiva ... il distacco è tristissimo e ti lascia un dolore immenso nel salire su quell'aereo: vorresti lasciare loro tutto, non solo il cuore .. ma la realtà in Italia non è così confortante, con un marito che dopo quasi 5 anni di residenza nel mio paese , tuttora non riesce a trovare un lavoro fisso!

Ed i miei sentimenti non sono nulla di fronte a quelli dell'uomo che amo: ogni volta che Hernàn saluta la sua terra lo fa in silenzio e con le lacrime agli occhi: in cuor suo si domanda quanto tempo passerà prima di riabbracciare i suoi cari, gli amici e la sua tanto adorata isola caraibica...

E' la speranza di chi vive lontano dal proprio paese: ritornare per rimanerci tutta la vita!