lunedì 28 gennaio 2008

José Martí

"La patria no es de nadie: y si es de alguien, será, y esto sólo en espíritu,
de quien la sirva con mayor desprendimiento e inteligencia"
Habana, 28 de Enero 1853- 19 Mayo 1895

Versos sencillos
I
Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma,
Y antes de morirme quiero
Echar mis versos del alma.

Yo vengo de todas partes,
Y hacia todas partes voy:
Arte soy entre las artes,
En los montes, montes soy.

Yo sé los nombres extraños
De las yerbas y las flores,
Y de mortales engaños,
Y de sublimes dolores.

Yo he visto en la noche oscura
Llover sobre mi cabeza
Los rayos de lumbre pura
De la divina belleza.

Alas nacer vi en los hombros
De las mujeres hermosas:
Y salir de los escombros,
Volando las mariposas.

He visto vivir a un hombre
Con el puñal al costado,
Sin decir jamás el nombre
De aquella que lo ha matado.

Rápida, como un reflejo,
Dos veces vi el alma, dos:
Cuando murió el pobre viejo,
Cuando ella me dijo adiós.

Temblé una vez -en la reja,
A la entrada de la viña,-
Cuando la bárbara abeja
Picó en la frente a mi niña.

Gocé una vez, de tal suerte
Que gocé cual nunca: -cuando
La sentencia de mi muerte
Leyó el alcaide llorando.

Oigo un suspiro, a través
De las tierras y la mar,
Y no es un suspiro, -es
Que mi hijo va a despertar.

Si dicen que del joyero
Tome la joya mejor,
Tomo a un amigo sincero
Y pongo a un lado el amor.

Yo he visto el águila herida
Volar al azul sereno,
Y morir en su guarida
La víbora del veneno.

Yo sé bien que cuando el mundo
Cede, lívido, al descanso,
Sobre el silencio profundo
Murmura el arroyo manso.

Yo he puesto la mano osada,
De horror y júbilo yerta,
Sobre la estrella apagada
Qué cayó frente a mi puerta.

Oculto en mi pecho bravo
La pena que me lo hiere:
El hijo de un pueblo esclavo
Vive por él, calla y muere.

Todo es hermoso y constante,
Todo es música y razón,
Y todo, como el diamante,
Antes que luz es carbón.

Yo sé que el necio se entierra
Con gran lujo y con gran llanto.-
Y que no hay fruta en la tierra
Como la del camposanto.

Callo, y entiendo, y me quito
La pompa del rimador:
Cuelgo de un árbol marchito
Mi muceta de doctor.

La niña de Guatemala

domenica 27 gennaio 2008

Racconti online: IL PORCO / El Puerco

chicho tiene la palabra




El Tocororo è il nostro uccello simbolo nazionale perchè ha i colori della bandiera, anche se non ne ho mai visto una piuma.
La Palma Real è il nostro albero simbolo nazionale perchè con esso si costruiscono le case los Guajiros, i contadini nella campagna.
La Mariposa è il fiore simbolo nazionale perchè nei suoi petali portavano i messaggi segreti i Mambises, rivoluzionari d’altri tempi.

Da questa Tribuna perciò propongo!!!
El Puerco: animale simbolo nazionale, eroe della Repubblica di Cuba.

Un amico straniero si offende quando la sua ragazza cubana gli dice:
- Sei il mio Porco!!!
Per salvare la situazione gli dico:
- Mira cicho (guarda ragazzo), il porco è l'animale piú importante nel nostro paese, ha salvato dalla fame numerose vite umane.
E certo quanti sacrifici fa un cubano per avere un porco in famiglia. Quindi gli ho dovuto spiegare la indissolubile relazione diretta con tanto pregiato animale.
Alcuni anni fa nel mio paese arrivarono a vietare l’ invietabile, cioè avere un porco vicino alla casa. Le ragioni sanitarie potevano essere valide, ma era peor el remedio que la enfermedad (era peggio la cura che la malattia).
Le voci in strada erano:
-Està LOCO ( Fidel è diventato pazzo)
-non puo’ essere possibile,
-el Caballo està apretando, (il Cavallo, Fidel, sta stringendo)
-sta volta cade,
-E’ una bugia!!

Nessuno voleva o poteva crederlo, fino a quando cominciarono ad arrivare gli ispettori a controllare e mettere multe per avere un porco in famiglia. Allora sì che la gente cominciò a credere.
La mia vicina, l’ aveva nel balcone dell’ appartamento. Tra una settimana arrivava il suo quindicesimo compleanno, festa sacra nella cultura cubana, e il porco alla griglia non poteva mancare.
Lo mise nel bagno, gli urli a squarciagola dell’ animale si ascoltavano nella strada di fronte, quindi parló con i vicini di casa, complici, implicati nei fatti, una specie di: cierra la boca te doy un Cicharon (chiudi la bocca che ti do un Cicharon-pezzo di pelle fritto) .
E allora Música Maestro! …Tutto l’edificio si trasformó in una cassa con l’aiuto delle radio come orchestra. Gli urli dell’ animale scompaiono in questa caotica risonanza. Quando arrivarono gli ispettori fu abbastanza dire che c’era qualcuno nel bagno.

Certo che cera qualcuno …c’era IL PORCO!!!

Ma questa soluzione rimane piccola di fronte a l’idea del Papi.
Così chiamano il mio vicino, padre di cinque figli. Papi aveva sempre una idea, trovava sempre la sua particolare scorciatoia per affrontare la vita. Aveva, come si dice da noi, El bombillo encendido, (la lampadina sempre accesa ).
Nel suo patio c’era un buco di trenta centimetri di diametro che portava ad una fossa naturale.
Prese Cicio il porco e lo lanciò dentro…al buco!
Ahh si, dimenticavo, nel mio paese i maiali sono così importanti che gli mettiamo un nome, non solo glielo mettiamo, li chiamiamo per nome. Così ascoltiamo:
- Cicio comiò hoy ?(Cicio mangió oggi ?),
- Cicio esta gritando (Cicio sta urlando),
- O cicio come stai oggi? Parlano certamente con lui.
Quando un cubano parla del suo maiale lo fa con tanta dulzura (dolcezza), usa un diminutivo, un soprannome dolce, o l’ultimo personaggio di moda della telenovela brasiliana. Quelle novelle per far dormire i grandi, perchè per far dormire i piccoli c’è la calabacita (zucchetta: ninna nanna cubana), questa però è un’ altra storia…

Papi aveva una idea, doveva preparare la casa per Cicio, il suo Cicio. S’ infilò nel buco, costruì i canali fognari, i canali per l’ acqua, i pavimenti.
Ha dipinto perfino le pareti con la calce, tutto per lui, il suo Cicio.
I figli di Papi, in cerchio attorno al piccolo buco, lo guardavano entrare e uscire senza capire come facesse un uomo delle sue dimensioni. Ma cosa non fà un padre per dare di mangiare alla sua prole!
Era pronta la Suite per Cicio.
-Un maialino appena partorito, quarantacinque giorni, quant’ è bello!
Diceva Papi ai figli e alla moglie con gli occhi attoniti puntati su il piccolo arrivato, ognuno con un pensiero diverso:

i bambini:
-ci lasceranno giocare un pó prima o poi, è cosi piccolo...
La moglie:
-come faccio per farlo crescere, alla fine è una bocca in più ?
Papi :
-tenia la baba en la boca (aveva la bava alla bocca)

Lo infilò nel buco.
Cicio povero Cicio, non vide più la luce, durante i suoi lunghi sei mesi di vita comiò, durmìo, e cagò (mangiò, dormì e …) .... tutto lì...nel buco.
I primi mesi sono stati quelli piú difficili per Cicio. Il suo istinto animale gli rivelò attraverso gli odori, le sofferenze dei suoi antenati che li ripetevano:
-Da questo buco devi fuggire, fuggi ,fuggi!!!!!!!!!
Pensava Cicio…si, perchè i maiali pensano… di essere diventato LOCO (pazzo), correva, strillavaaaa quasi al limite della follia. Non voleva ascoltare, non voleva sentire quelle voci. Lui sarebbe diverso, Lui Cicio a lui non potevano accadere certe cose. Lui avrebbe avuto un futuro migliore, perchè a lui no potevano trattarlo così, darli solo gli avanzi, negargli la luce, isolarlo e dopo parlargli con quella voce dolce materna, noo!! meglio paterna, quella voce quasi di un padre. Come potevano usare quel tono dolce addormentante e dirgli:

-Cicio devi mangiare per che cosi cresci
-cicio come stai oggi ?
-Cicio devi crescere e studiare per potere essere libero… No, questo lo dicevano a noi!

Ma Cicio dimenticò il suo istinto, non ascoltò più quelle voci e cominciò a mangiare, accettò la sua puerca vida, (porca vita), il suo buco alla fine guardandolo così gli sembrava di colore piacevole, con le pareti quasi bianche, quasi trasparenti. Era sicuro che se aspettava sarebbe caduta una pietra, poi un’ altra, fino a crollare il suo muro. Sì, si era convinto, il posto era gradevole. Lui Aspetterà….. Aspetta, aspetta….è tanti anni che aspettiamo…..

Arrivò il giorno delle Mamme! Il San Martino dei cubani, il giorno indicato per Cicio.
Lui era lì, pronto a sacrificarsi per la felicità collettiva e familiare. Peró…. anche Papi doveva sacrificarsi! perchè …..? Cicio pesava 60 chili e per quel buco non passava neanche morto.
Papi, come un soldato che sa quando il dovere lo chiama, si infilò nel buco… e nuovamente i figli in cerchio con gli occhietti guardavano l’ ultima lotta tra l’ uomo e la belva. Aspettando solo che fosse Papi, il loro Papi a uscire vivo dal buco.
Un urlo abissale segnò la fine del caro Cicio.
E come un rompecabezas (rompicapo-puzzle), testa ,piedi, zampe, orecchie, uscì finalmente in superficie!

Proverbio
Quando el Caballo (cavallo=Fidel) stringe anche noi stringiamo la corda a Cicio.
Se non vogliamo uscirne come Cicio dobbiamo imparare ad ascoltare tutte le voci.

Che pensi dalla nostra storia?, Abbiamo tempo d'imparare ad ascoltare tutte le voci?


Aiuto in traduzzione SMC

sabato 26 gennaio 2008

CUBA: Matanzas, un artista en ciudad

la tierra del henequén
No sé cuales razones han motivado a este matancero/a para poner a secar su ropa en el banco del parque. Personalmente pienso que estas cosas se hacen cuando no tienes más remedio como dice una frase popular. Resalto que estamos en Matanzas la tierra de los henequeneros y del henequén, planta de la cual se extrae la fibra para hacer las sogas, ¡que casualidad!!!
Como hoy no quiero decir o pensar mal, intentaré ver las cosas desde el lado "positivo", así que haré una interpretación "revolucionaria" de los hechos:
"En mi Cuba los sitios públicos son de todos y para el bien de todos, por lo tanto, quien no tiene SOGA puede disponer libremente del banco del parque.
Ahh... muy importante, antes de usar este nuevo servicio de banco-tendedera pública -ecológico y de tecnología a la vanguardia-, coge turno y ponte de acuerdo con las personas que deben sentarse para que no ocupen tu puesto. "
Todo en la vida puede tener diferentes interpretaciones, lo importante es entender cual se acerca más a la realidad colectiva.

sabato 19 gennaio 2008

Francia, Landerneau y el puente de Rohan.







Continuamos el viaje a través de la región de Bretaña en la Francia y llegamos a la encantadora ciudad de Landerneau -Landerne en bretón-, a la orilla del río Elorn.

Esta ciudad posee uno de los raros y últimos puentes habitados de Europa, el puente de Rohan, llamado así como sus antiguos señores.

Florón del patrimonio landernéen, el puente de Rohan posse seis arcos que franquean el río Elorn, señalando el vínculo entre el mar y el río -la marea ascendente que recorre fácilmente los 10 km que la separan del río- y establece el límite entre la región de Léon (al norte) y la Cornualles (al sur). Reza un proverbio bretón "cuando estoy sobre el Puente de Landerneau, tengo un pie en Léon y otro en Cornualles".

La estructura urbana de la ciudad se define en torno al Puente de Rohan, paso obligado entre dos barrios, Saint-Houardon y Santo-Thomas, y dos regiones, el Léon y la Cornualles. Descansando a la encrucijada de dos territorios, esta obra es un punto también de encuentro entre un río (l'Elorn) y el mar (l'Océan atlántico).

Un primer puente existe seguramente a partir del XII siglo, con certeza en 1336. En 1510, Jehan II, Vizconde de Rohan, reconstruye el puente en granito de kersanton. Se construyen entonces un molino, una pesquería, una capilla, una sala de espera y una prisión.

Landerneau es conocida como ciudad de la Luna -Cité de la Lune-, símbolo de la ciudad desde el siglo XVII, ésta apareció en los escudos de armas cuando el señor de Rohan decidió sustituir al sol, que enarbolaba hasta entonces, para oponerse a Luis XIV. Desde aquel momento, se la encuentra declinada sobre las casas, en las reposterías e incluso hasta en el nombre del festival que anima la ciudad a principios de julio: Kann al Loar, le "chant de la lune".

Cuentan además que fastidiado de los esplendores de la corte del Rey Sol, un gentilhombre bretón exclamó: “ La luna de Landerneau es más grande que la de Versalles”, refiriendóse a la luna de cobre que servía de veleta en el campanario de Saint-Houardon. De resultado, la luna de Landerneau se hizo leyenda.

entre las fuentes consultadas Chez papinou en francés.

CUBA, publicidad ANDANTE

En el post Cuba tiempo para la democracia, explico el paralelo entre la publicidad y demagogía en nuestra isla.
Un pajarito luego de leer el post ha dejado en mi buzón todas estas fotos, para el nuestro pleno disfrute. Mírenlas bien, no se pierdan ni una, que cada una tiene su encanto. Las más grandes son mis preferidas, no sé si reír o llorar cuando las veo.
Como una imagen tiene más valor que mil palabras, apoyandóme en esta conocida frase se abre la sección PUBLICIDAD EN CUBA,,, para ilustrar con hechos cómo y quién se da publicidad en nuestro país,,,listos??? Alzamos el telón.....
A todos los pajaritos que quieran traerme sus fotos relacionadas con el tema, declaro abierta la Caza,,,,cazadores cazados.
QUE SE DIVIERTAN TANTO COMO YO,,,ahh!!! pajarito ,gracias, vuelve cuando quieras.



vamos bien, si tú lo dices.....
Premio "YO NO TENGO ABUELA
ni falta que me hace"


Círculo infantil, aclaro,
es un asilo nido (italia),
jardín infantil en España???

PREMIO "Aqui no tenemos alternativa"
ñaca ñaca o la muerte.




Dirección Nacional
para las obras de la "Batalla de ideas"
Una institución sólo para la batalla de ideas
esta es la dirección nacional por lo tanto existe
la provincial y la municipal......

Premio " Utopía Nacional"


Premio "Dime que te dire"


pero si lo imperialistas hablan inglés
pa' quien es el mensaje???
¿No será una terapia colectiva?
cuando yo tenia miedo de pequeña debia repetirme
a mÍ misma no tengo miedo al infinito......
la misma táctica......




Patria o muerte!!!!
¿no caduca esta consigna?


venerdì 18 gennaio 2008

Cuba, con Colombo nel corpo, all' aventura.


Esistono forme diverse di fare vacanze, certamente a volte ci vuole anche riposo, ma come diceva una mia cara amica il tempo di riposare ce l'avrò nel cielo.
Pianifico la vacanza strada facendo, accendiamo la macchina e via!. Ce ne capitano di tutti i colori , le avventure e le cose inaspettate succedono, ma non dobbiamo preoccuparci siamo in Vancaza!!!! ( vi consiglio post viaggio alla Francia)
Dopo aver letto il commento di Michi , nel post Avana, viaggio last minute lo metto in prima pagina, perché vorrei incoraggiare a chi va a Cuba di provare a farlo di modo più avventuriero.
Dico questo per varie ragioni: la prima é che a Cuba c'è sicurezza, "grazie al governo", un turista è un ospite di onore, quindi guai a chi intende fargli del male.
la seconda ragione provate a vivere ogni paese che si visita avvicinandosi alle tradizioni e alla gente del posto. Il cibo cubano che si mangia in Italia non merita quel nome, come neanche lo merita la pizza che si fa fuori dell'Italia. Un' altra ragione è stabilire un rapporto diretto con i cubani facendosi ospitare nelle case private autorizzate, siamo un popolo molto gentile e ospitale, e aiuterete direttamente chi ne ha bisogno. Quindi ascoltiamo i consigli di chi a Cuba più di una volta pare ci sia andato.


Commento di MICHI, aspettiamo non sia l'ultimo.

Vorrei dare un piccolo consiglio a chi sta pensando di andare a Cuba in vacanza. Nelle agenzie di viaggio vendono economici pacchetti all-inclusive in bellissimi resort posizionati in paradisiache isole o penisole (Varadero, CaYo Largo, CaYo Coco, ecc.). I posti sono incantevoli, le spiagge bellissime, se siete proprio dei patiti della spiaggia e non potete fare a meno di mangiare spaghetti tutti i giorni questa è indubbiamente la soluzione che fa per voi. Ma se volete conoscere Cuba questa non è certamente la soluzione ideale. Io prenoto sempre dei voli con qualche agenzia (al sabato da Milano Malpensa partono due charter) e poi alloggio nelle città nelle cosidette "casas particulares", alloggi autorizzati dal governo per ospitare i turisti. All'esterno hanno una targa con due "V" azzurre rovesciate e sovrapposte con scritto "arrendador inscripto" e sotto "divisas". Unica formalità, quando vi daranno il "visto" per entrare a Cuba (in aeroporto in Italia o in aereo) dovrete indicare le generalità dell'alloggio in cui pensate di soggiornare (questo vale anche per chi va in hotel). Ve ne sono in tutta Cuba, su internet troverete diversi recapiti, potete prenotare telefonicamente, se vi presentate presso uno di questi alloggi e non trovate posto il proprietario vi indirizzerà presso un'altra casa nei paraggi che ha disponibilità. Nella mia esperienza cubana ho sempre trovato in queste case un'ottima accoglienza, persone veramente valide, prezzi ragionevoli e sistemazioni più o meno confortevoli che vanno visionate personalmente (nel caso non fossero di vostro gradimento in genere il proprietario della casa vi aiuterà a trovare ciò che fa per voi). Trattasi di piccole realtà imprenditoriali che versano imposte molto alte allo stato (circa 300 CUC al mese, i conti alla fine devono tornare) e che vanno sostenute. Sarete così liberi di entrare in contatto diretto con le persone del posto, stabilire rapporti umani, ma soprattutto capire la realtà sociale cubana e farvi un'idea. Questo il resort non ve lo consente: i cubani che lavorano là sono persone scelte e privilegiate, il loro compito è quello di non distogliere il turista dal continuare il suo stile di vita all'occidentale. Indubbiamente molti possono avere paura, ma credetemi non c'è nulla di realmente pericoloso nel fare un'esperienza così, forse qualche piccolo disagio che rende la vacanza veramente alternativa, formativa e ...indimenticabile.

Grazie ancora Michi resto in atteza di la sua promesa:
...prossimamente scriverò un'altro articolo sulle attenzioni che bisogna avere per fare una vacanza "libera" a Cuba. Poi consiglierò cosa vedere a l'Avana e i locali "giusti".

lunedì 14 gennaio 2008

Cuba desde Girón

Estas fotos son la continuación de un viaje, narrado en la historia Cuba , todo como siempre , que algún día continuaré la segunda parte.
Las vistas desde estos peculiares medios de transporte las guaguas Girón, típicos de nuestra Cuba, nos traen recuerdos de la vida cotidiana de cuando todavía eramos cubanos 100%.











sabato 5 gennaio 2008

Italy: Città d'Imola, la Rocca Sforzesca.








L'edificio primitivo della Rocca di Imola risale al XIV secolo. Probabilmente i lavori iniziarono attorno al 1332 su un edificio pre-esistente, forse un torrione difensivo, costruito attorno all'XI secolo. Venne poi ingrandita, rafforzata e restaurata secondo lo stile e i nuovi principi difensivi del Rinascimento, da architetti incaricati da Giangaleazzo Sforza, duca di Milano.
Nel 1499 Imola fu assediata e vinta da Cesare Borgia, detto Il Valentino, che chiamò in città Leonardo da Vinci per fortificare ulteriormente la Rocca.

link a Imola città.
link storia d'Imola

Questa città é conosciuta per gli appassionati della formula 1, perchè si trova il Autodromo di Imola, e ha ospitato, dal 1981 al 2006, il Gran Premio di San Marino di Formula 1, oltre a molte altre corse automobilistiche e motociclistiche. Nel 1980 ospitò anche un'edizione del Gran Premio d'Italia di Formula 1. È uno dei pochi tracciati in cui si corra in senso antiorario.

link visita virtuale al autodromo de Imola



giovedì 3 gennaio 2008

CUBA, tiempo para la Democracia.

¿hasta cuándo caballo?


Traduzco mi participación en un debate de una revista digital italiana, Obló cubano, el mensaje va dirigido principalmente a quienes que se empeñan en defender el sistema totalitario, dictadura, o como quieran llamarlo, existente en nuestro país.

El debate nace de la propuesta por parte de el señor Diliberto Oliviero (el que se quería traer la momia de Lenin) de publicar el Granma, periódico del gobierno cubano, en Italia.



-A quienes no quieren que Cuba se transforme en una sociedad de consumistas, y de publicidad desenfrenada:

- A quienes nos protegen de la verdadera democracia:

No se preocupen, por el momento no nos transformaremos en consumistas por la simple razón, que en Cuba no tenemos qué consumir.

En cincuenta años de “revolución” el gobierno no ha garantizado un solo producto en suficiencia, -uno solo-, ni siquiera el azúcar a su amado pueblo. Todo con el gotero, o sea la Tarjeta de la comida. Pregúntenle a sus abuelos qué cosa es la esta tarjeta de racionamiento, aquella de cuando la guerra.

No hay nada de comer, nada de consumir. Lo saben ¿pienso? Van a menudo ,imagino, o ustedes hacen las compras en los grandes supermercados donde los cubanos, aquellos del amado pueblo, no pueden entrar??

La publicidad “es el pan de todos los días” sales de casa y las palabras Patria o Muerte, Revolución,,,Fidel,,,Socialismo,,, abajo imperialismo te persiguen por todo el día. Cuando el coma-andante habla, -y ustedes saben cuanto le gusta- nuestros dos únicos canales de televisión se unen formando otro de nuestros muros para escucharlo a él, sólo a él. La radio deja escuchar sólo a él. En Cuba no hay publicidad, no como la de aquí, allá tenemos una persecución demagógica insoportable.

El hecho de que aquí la democracia no sea perfecta no significa que nosotros no tengamos derecho a tenerla o experimentarla. Dejen también a Cuba hacer sus errores democráticos. Razonen con el corazón no ciegos por ideologías y rencores absurdos.

Ayúdennos a tener nuestra democracia. SOS, SOS,AIUTO,AYUDA..

No continuar a hablar en nombre de una dictadura, deben tener más respeto por ustedes mismos y por el deber que tienen como personas sensatas; que son ¿pienso?

Aquellos que queremos libertad y democracia para Cuba, no estamos todos en Miami, no somos todos americanos, no somos todos hermanos de Bush, no vivimos todos en el exterior de Cuba. Dentro del país existen personas que no están de acuerdo con el régimen, como pienso no serán de acuerdo ustedes si Berlusconi o Prodi gobierna por cinquenta años.

Por el amor de todas las cosas bellas no continúen a hacer más mal a mi país, ayúdennos a tener la democracia.

No protejan más mi país de “vuestros” miedos, de “vuestros” enemigos, de “vuestros” errores, de “vuestros” problemas.

!Déjennos por favor tocar la Democracia!


traduzzione all'italiano

Debate en la página italiana Obló Cubano.

mercoledì 2 gennaio 2008

CUBA: Matanzas y sus EX-...







Esta es la continuación de las fotos de mi amada ciudad de Matanzas. Estamos sobre el puente de Tirry en la calzada de igual nombre sobre las aguas del San Juan.
San Juan, mi San Juan si tus aguas hablaran,,,allí dejé algunas plumas.
El antiguo puente giratorio -que no gira más- ,según cuentan las lenguas de doble filo, se inauguró en el 1904 y fue entonces considerada una de las joyas de ingienería de la región y única de su clase incluso en nuestros días.
El puente ex-giratorio entrará en el baúl de los recuerdos como tantas otras cosas, agrego los EX-centrales azucareros con sus ex-torres de chimeneas. Este baúl cada vez está más lleno de EX-cosas que no funcionan, ,,,y las que le faltan!!!!
Mi ex-Cuba,,va así ,,,Las lenguas de doble filo, para decir que el puente no girará más, escribieron un articulo titulado "Se rinde el puente giratorio". Les respondo: ! suerte que era de hierro!!!!

continuación al post Transmitiendo desde Matanzas Cuba.