domenica 27 gennaio 2008

Racconti online: IL PORCO / El Puerco

chicho tiene la palabra




El Tocororo è il nostro uccello simbolo nazionale perchè ha i colori della bandiera, anche se non ne ho mai visto una piuma.
La Palma Real è il nostro albero simbolo nazionale perchè con esso si costruiscono le case los Guajiros, i contadini nella campagna.
La Mariposa è il fiore simbolo nazionale perchè nei suoi petali portavano i messaggi segreti i Mambises, rivoluzionari d’altri tempi.

Da questa Tribuna perciò propongo!!!
El Puerco: animale simbolo nazionale, eroe della Repubblica di Cuba.

Un amico straniero si offende quando la sua ragazza cubana gli dice:
- Sei il mio Porco!!!
Per salvare la situazione gli dico:
- Mira cicho (guarda ragazzo), il porco è l'animale piú importante nel nostro paese, ha salvato dalla fame numerose vite umane.
E certo quanti sacrifici fa un cubano per avere un porco in famiglia. Quindi gli ho dovuto spiegare la indissolubile relazione diretta con tanto pregiato animale.
Alcuni anni fa nel mio paese arrivarono a vietare l’ invietabile, cioè avere un porco vicino alla casa. Le ragioni sanitarie potevano essere valide, ma era peor el remedio que la enfermedad (era peggio la cura che la malattia).
Le voci in strada erano:
-Està LOCO ( Fidel è diventato pazzo)
-non puo’ essere possibile,
-el Caballo està apretando, (il Cavallo, Fidel, sta stringendo)
-sta volta cade,
-E’ una bugia!!

Nessuno voleva o poteva crederlo, fino a quando cominciarono ad arrivare gli ispettori a controllare e mettere multe per avere un porco in famiglia. Allora sì che la gente cominciò a credere.
La mia vicina, l’ aveva nel balcone dell’ appartamento. Tra una settimana arrivava il suo quindicesimo compleanno, festa sacra nella cultura cubana, e il porco alla griglia non poteva mancare.
Lo mise nel bagno, gli urli a squarciagola dell’ animale si ascoltavano nella strada di fronte, quindi parló con i vicini di casa, complici, implicati nei fatti, una specie di: cierra la boca te doy un Cicharon (chiudi la bocca che ti do un Cicharon-pezzo di pelle fritto) .
E allora Música Maestro! …Tutto l’edificio si trasformó in una cassa con l’aiuto delle radio come orchestra. Gli urli dell’ animale scompaiono in questa caotica risonanza. Quando arrivarono gli ispettori fu abbastanza dire che c’era qualcuno nel bagno.

Certo che cera qualcuno …c’era IL PORCO!!!

Ma questa soluzione rimane piccola di fronte a l’idea del Papi.
Così chiamano il mio vicino, padre di cinque figli. Papi aveva sempre una idea, trovava sempre la sua particolare scorciatoia per affrontare la vita. Aveva, come si dice da noi, El bombillo encendido, (la lampadina sempre accesa ).
Nel suo patio c’era un buco di trenta centimetri di diametro che portava ad una fossa naturale.
Prese Cicio il porco e lo lanciò dentro…al buco!
Ahh si, dimenticavo, nel mio paese i maiali sono così importanti che gli mettiamo un nome, non solo glielo mettiamo, li chiamiamo per nome. Così ascoltiamo:
- Cicio comiò hoy ?(Cicio mangió oggi ?),
- Cicio esta gritando (Cicio sta urlando),
- O cicio come stai oggi? Parlano certamente con lui.
Quando un cubano parla del suo maiale lo fa con tanta dulzura (dolcezza), usa un diminutivo, un soprannome dolce, o l’ultimo personaggio di moda della telenovela brasiliana. Quelle novelle per far dormire i grandi, perchè per far dormire i piccoli c’è la calabacita (zucchetta: ninna nanna cubana), questa però è un’ altra storia…

Papi aveva una idea, doveva preparare la casa per Cicio, il suo Cicio. S’ infilò nel buco, costruì i canali fognari, i canali per l’ acqua, i pavimenti.
Ha dipinto perfino le pareti con la calce, tutto per lui, il suo Cicio.
I figli di Papi, in cerchio attorno al piccolo buco, lo guardavano entrare e uscire senza capire come facesse un uomo delle sue dimensioni. Ma cosa non fà un padre per dare di mangiare alla sua prole!
Era pronta la Suite per Cicio.
-Un maialino appena partorito, quarantacinque giorni, quant’ è bello!
Diceva Papi ai figli e alla moglie con gli occhi attoniti puntati su il piccolo arrivato, ognuno con un pensiero diverso:

i bambini:
-ci lasceranno giocare un pó prima o poi, è cosi piccolo...
La moglie:
-come faccio per farlo crescere, alla fine è una bocca in più ?
Papi :
-tenia la baba en la boca (aveva la bava alla bocca)

Lo infilò nel buco.
Cicio povero Cicio, non vide più la luce, durante i suoi lunghi sei mesi di vita comiò, durmìo, e cagò (mangiò, dormì e …) .... tutto lì...nel buco.
I primi mesi sono stati quelli piú difficili per Cicio. Il suo istinto animale gli rivelò attraverso gli odori, le sofferenze dei suoi antenati che li ripetevano:
-Da questo buco devi fuggire, fuggi ,fuggi!!!!!!!!!
Pensava Cicio…si, perchè i maiali pensano… di essere diventato LOCO (pazzo), correva, strillavaaaa quasi al limite della follia. Non voleva ascoltare, non voleva sentire quelle voci. Lui sarebbe diverso, Lui Cicio a lui non potevano accadere certe cose. Lui avrebbe avuto un futuro migliore, perchè a lui no potevano trattarlo così, darli solo gli avanzi, negargli la luce, isolarlo e dopo parlargli con quella voce dolce materna, noo!! meglio paterna, quella voce quasi di un padre. Come potevano usare quel tono dolce addormentante e dirgli:

-Cicio devi mangiare per che cosi cresci
-cicio come stai oggi ?
-Cicio devi crescere e studiare per potere essere libero… No, questo lo dicevano a noi!

Ma Cicio dimenticò il suo istinto, non ascoltò più quelle voci e cominciò a mangiare, accettò la sua puerca vida, (porca vita), il suo buco alla fine guardandolo così gli sembrava di colore piacevole, con le pareti quasi bianche, quasi trasparenti. Era sicuro che se aspettava sarebbe caduta una pietra, poi un’ altra, fino a crollare il suo muro. Sì, si era convinto, il posto era gradevole. Lui Aspetterà….. Aspetta, aspetta….è tanti anni che aspettiamo…..

Arrivò il giorno delle Mamme! Il San Martino dei cubani, il giorno indicato per Cicio.
Lui era lì, pronto a sacrificarsi per la felicità collettiva e familiare. Peró…. anche Papi doveva sacrificarsi! perchè …..? Cicio pesava 60 chili e per quel buco non passava neanche morto.
Papi, come un soldato che sa quando il dovere lo chiama, si infilò nel buco… e nuovamente i figli in cerchio con gli occhietti guardavano l’ ultima lotta tra l’ uomo e la belva. Aspettando solo che fosse Papi, il loro Papi a uscire vivo dal buco.
Un urlo abissale segnò la fine del caro Cicio.
E come un rompecabezas (rompicapo-puzzle), testa ,piedi, zampe, orecchie, uscì finalmente in superficie!

Proverbio
Quando el Caballo (cavallo=Fidel) stringe anche noi stringiamo la corda a Cicio.
Se non vogliamo uscirne come Cicio dobbiamo imparare ad ascoltare tutte le voci.

Che pensi dalla nostra storia?, Abbiamo tempo d'imparare ad ascoltare tutte le voci?


Aiuto in traduzzione SMC